venerdì, novembre 18, 2005

Produttività

martedì, novembre 15, 2005

CC: government

L'email è finalmente una grande risorsa. E non soltanto per i comuni dipendenti, quelli che si scambiano ogni mattina etti di files in Powerpoint o in Windows Media intasando mailbox e mailserver. In fondo non fanno un gran male, se serve per tirar sù un morale che rischia di far precipitare la prospettiva di una giornata a spalar immondizia. Ma la vera notizia è la scoperta della posta elettronica da parte dei dirigenti. Il campo che adorano è quello "CC:", vale a dire copia per conoscenza, un meraviglioso sostituto dell'antico e p.c. (e per conoscenza) che puntualmente Word - nel farsi i "fatti" suoi - trasforma in uno scorrettissimo E p.c. (con la maiuscola sulla congiunzione).

Con quel "CC:" dunque il potere gestionale assume contorni definiti. C'è un'immediatezza straordinaria nell'azione manageriale, anche nella diffusione dell'insulto. Già, perché come tutti sanno - ma pochi dicono ad alta voce - i vertici burocratici adorano prendersi di petto, inscenando dialoghi tra sordi o dandosi dello sprovveduto. E utilizzano un'arma che si è raffinata in anni di burocrazia: lo scarico delle responsabilità. Oggi divenuta e-government: il campo "CC:".

Dito puntato

«Cerchiamo di sfuggire, ad ogni costo, alla tentazione di conferirci il diploma di vittime. Fra tutte le parti del corpo, quella su cui dobbiamo esercitare la massima sorveglianza è il nostro dito indice, perché ha la mania di incolpare.
Un dito puntato è la sigla della vittima, è il contrario del segno V ed è sinonimo di capitolazione. Per quanto abominevole possa essere la nostra condizione, cerchiamo di non incolparne qualcuno o qualche cosa: la storia, lo stato, i superiori, la razza, i genitori, la fase lunare, l'infanzia, l'educazione igienica, ecc.... Il menù è vasto e noioso, e già questa vastità e questa noia dovrebbero indurre l'intelligenza a non scegliere tra i piatti della lista.
Nel momento stesso in cui scarichiamo la colpa da qualche parte, miniamo la nostra volontà di cambiare le cose, qualsiasi cosa: si potrebbe persino sostenere che quel dito maniaco oscilla così freneticamente perché la volontà non è mai abbastanza forte, fin dall'inizio.
Dopo tutto, il diploma di vittima ha i suoi lati piacevoli. Impone rispetto e compassione, conferisce un certo tono e ci sono nazioni e continenti interi che si crogiolano nell'ombra degli sconti mentali (…).
Per quanto copiose e inconfutabili siano le prove che anche Noi siamo dalla parte perdente, neghiamo sempre, fintanto che siamo presenti a Noi stessi, fintanto che le Nostre labbra riescono a dire "NO".»
Tratto dal discorso di Josif Brodskij (poeta russo, premio Nobel 1987, condannato in URSS per "parassitismo sociale") al festeggiamento di Laurea degli studenti dell'università del Michigan, ad Ann Arbor.

Scelte lungimiranti

Addio limiti alle spese per studi e incarichi di consulenza conferiti a soggetti estranei all'amministrazione, alle spese per missioni all'estero, rappresentanza, relazioni pubbliche e convegni, nonché alle spese per l'acquisto di beni e servizi. Tornano i consulenti? A dire il vero non se ne sono mai andati.

domenica, novembre 13, 2005

Sistema di valutazione

«(...) Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.

Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti».
dal Vangelo secondo Matteo (25)

giovedì, novembre 10, 2005

Resistenze allo spoil system

La telefonata era tra l'inquisitorio ed il minaccioso. L'argomento: la cassettiera. Quel mobiletto che sotto la scrivania sbatacchiava contro le ginocchia. Uno scambio verbale tra colleghi di uffici diversi per riaverne o mantenerne il possesso. Il primo la reclamava, il secondo la difendeva. Una conseguenza secondaria dello spoil system, avrebbe voluto far capire. Ma l'idea di ruotare nel possesso dei mobili, ancorché degli immobili, appariva incomprensibile per chi nella vita ha sempre pensato al posto fisso. Fisso e ben ancorato alle poltrone, alle cucitrici, ai portapenna e via enumerando la dotazione. Declinare il possesso della cassettiera che tanto fedelmente aveva contenuto i suoi - e va sottolineato "suoi" - oggetti era irrinunciabile. Un'appendice, in fondo, dell'usanza di portarsi dietro - nel cambio ufficio - i faldoni con le pratiche redatte. E più elevato è il livello di lavoro, nel senso di vicinanza al potere, e più alte sono le probabilità di veder scomparire lettere o documentazione con il loro "legittimo proprietario". Tutti trasferiti in altro ufficio. Se non a casa.

mercoledì, novembre 09, 2005

Il decalogo del Comunale


Premessa: Una volta assunto, il posto sarà sempre tuo.

  1. Lamentati della paga.
  2. Ricorda di timbrare entro le 8.15 prima di andare dal fornaio, giornalaio, in posta e al bar a fare colazione e non oltre il tempo consentito (sarebbe un peccato regalare del tempo prezioso al Comune).
  3. Informati di tutti i vantaggi che puoi ottenere in quanto impiegato comunale.
  4. Se ti affidano un lavoro che non ti piace, fallo male che tanto te lo cambiano (o addirittura ti cambiano posto di lavoro all'interno del Comune).
  5. Non aver fretta a finire un lavoro: ce n'è sempre uno dopo che t'aspetta.
  6. Tieni presente che in ogni Comune c'è sempre un dipendente invalido (che prende 1.300.000 lire al mese, cioè almeno mezzo milione in meno di te) che si dà da fare il triplo rispetto a tutti: sfruttalo più che puoi che tanto non si lamenterà con nessun altro.
  7. Lamentati della fatica del lavoro: in fondo lo stress da conto alla rovescia (ovvero attendere il momento necessario per timbrare l'uscita) è realmente elevato.
  8. Lamentati dei Computer, delle sedie, dell'arredamento....ma solo coi tuoi colleghi.
  9. Pretendi Internet insistentemente: sai come scorrerebbe più rapido il tempo!
  10. Se stai lavorando in Excel e devi moltiplicare tra loro i contenuti di due celle ricordati di andare nell'ufficio Economato a chiedere una calcolatrice tascabile per effettuare il calcolo.

martedì, novembre 08, 2005

Storie di vita in Comune

Foto di Giancarlo Neri Tra le mezzemaniche esiste una categoria speciale, quella dei Comunali. Popolo pronto ad inveire sottovoce contro il caos organizzativo ed il fiato pesante dei vertici politici che alitano troppo da vicino. Ma anche gente capace di assorbire le invettive più tremende da parte del cittadino vessato da un sistema di cui l'impiegato si sente talora solo una rotella. O, se animato da meravigliose utopie innovatrici, si percepisce come un foruncolo, un'escrescenza pruriginosa ed arrossata su un corpo anchilosato che qualcuno prima o poi cercherà di spurare emettendola fuori dall'organismo. Sotto il suo naso passano le assurdità, le approssimazioni e le ipocrisie di un sistema ormai talmente autonomo da essere non solo senza controlli (esterni), ma talora anche senza controllo. E tra meschinità, gesti eroici e piccole soddisfazioni nasce un racconto che non può che essere narrato: quello dei Comunali.